Martedì, durante le contrattazioni turbolente, il dollaro statunitense (USD) si è mosso al rialzo, consolidando i guadagni precedenti in vista di un rapporto cruciale sull'inflazione, previsto per la fine di questa settimana, che dovrebbe indicare pressioni sui prezzi persistentemente elevate.
Nonostante l'inquietudine degli investitori dovuta ai timori per l'aumento dei tassi di interesse e alle questioni geopolitiche, l'atteggiamento del dollaro è rimasto complessivamente forte. Nel frattempo, lo yen giapponese (JPY) si è mantenuto vicino al livello che ha spinto la Banca del Giappone (BoJ) a intervenire il mese scorso.
Il dollaro dovrebbe tornare a muoversi verso il massimo del 2002, raggiunto il mese scorso, in seguito alle solide statistiche sul mercato del lavoro statunitense e alle elevate aspettative di inflazione previste per giovedì, che hanno praticamente eliminato le prospettive di un aumento dei tassi di interesse fino al 2023.
Commentando le prospettive di mercato, Mazen Issa, stratega senior del mercato FX presso TD Securities, ha spiegato:
"Il rapporto sui salari negli Stati Uniti di venerdì scorso è stato piuttosto positivo e ha rappresentato un duro colpo per chiunque si aspetti una svolta da parte della Fed a breve. La Fed deve tenere il piede sull'acceleratore e chiarire che l'economia è ancora troppo forte, compresi il mercato del lavoro e l'inflazione."
Issa ha aggiunto: "Non abbiamo ancora visto alcun slancio sul fronte dell'inflazione. In definitiva, per il mercato valutario, è ancora una questione di dollari e non si intravede alcun sollievo finché non faremo progressi significativi nel mercato del lavoro e nell'inflazione".
Inoltre, l'avversione al rischio è diminuita in seguito agli attacchi aerei russi di martedì sulle città ucraine, in risposta all'esplosione che ha distrutto l'unico ponte che collega la Russia alla penisola di Crimea da essa annessa.
Martedì il dollaro si avvicina al massimo pluridecennale
A metà della sessione mattutina, gli Stati Uniti dollaro L'indice è salito dello 0.1% a 113.19, avvicinandosi al massimo ventennale di 20 raggiunto alla fine del mese scorso. Il dollaro ha raggiunto il massimo delle ultime tre settimane a 114.78 contro lo yen, mancando di poco il massimo degli ultimi 145.86 anni a 24, raggiunto poco prima dell'intervento del governo giapponese a sostegno della moneta unica tre settimane fa. Al momento della stampa, la coppia USD/JPY è stabile a 145.90.
Hirokazu Matsuno, il segretario di gabinetto del Giappone, ha ribadito oggi la disponibilità del governo a intervenire, promettendo di prendere in considerazione “misure appropriate in caso di movimenti eccessivi del mercato valutario”.
Nelle ultime settimane lo yen si è rafforzato a causa del timore di un intervento, ma è sceso ai minimi degli ultimi decenni, mentre gli analisti osservano se la BoJ interverrà ancora una volta.
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